quando si perdonaQuando si perdona
non si cambia il passato ..
si cambia il futuro …

Questa frase letta oggi in una condivisione su Facebook, mi fornisce lo spunto per spiegare un paio di cose interessanti sulla comunicazione.

Intanto mi rendo conto che questi della “Bibbia ogni giorno” o non hanno letto Friedrich Nietzsche relativamente all’esortazione di evitare l’uso del “si” impersonale (ed anche per altri motivi probabilmente ;-D) o se l’hanno letto, hanno volutamente ignorato l’esortazione, perché nella frase ci sono ben 3 “si” impersonali.

Il “si” impersonale usato nelle frasi non esprime il soggetto, la responsabilità di chi fa cosa, oggi diremmo che non rende assertive le frasi, altrimenti avrebbero scritto:

“Quando perdoniamo
non cambiamo il passato,
cambiamo il futuro.”

Invece un pubblicitario avrebbe proprio scritto:

Quando si perdona
non si cambia il passato,
si cambia il futuro. (usando anche la punteggiatura)

Perché? Per i seguenti motivi, nella frase ci sono 3 “si” che è identico al “sì” dell’accettazione:
si perdona
si cambia
si cambia

e il non spesso “non” viene letto dalla mente e la frase viene percepita in positivo.

Quindi l’intenzione di chi usa la scrittura pubblicitaria è seduttiva, persuasiva, o manipolativa.

L’intenzione di chi usa la scrittura assertiva è quella di responsabilizzare, ed esprimere con chiarezza chi fa cosa, chi è responsabile di cosa.