L’IPER-PROTEZIONISMO CULTURALE obbligato da “comitati tecnico scientifici” di cui è figlio questo Governo NON TRATTA DA PARI i propri simili, dove per simili si intendono GLI ALTRI ESSERI UMANI. Queste persone non trattano da pari nemmeno i pari titolati che la pensano diversamente da loro.

Finché avrò vita decido di scegliere da me come vivere e come morire. Le protezioni in un paese realmente civile sono indicazioni, mai obblighi.
Se mai trattiamo da pari gli altri, mai riusciremo a far maturare in loro l’importanza civica di ciò.

In sintesi come scrivo spesso:
informare crea capacità operativa,
obbligare crea disobbedienza, spesso incapace di valutare i rischi.

L’IPOCRISIA DELL’IPER-PROTEZIONISMO la riassumo con questo esempio.
E’ obbligatorio guidare l’auto con le cinture. Con le luci accese fuori città, le auto devono essere dotate di airbag.
Le moto sono prive di cinture, prive di airbag, eppure possono raggiungere le stesse velocità delle auto, e circolano sulle stesse strade. Vietiamo le moto?

Prima che mi scriviate, abbiamo obbligato di usare i caschi, vi anticiperò dicendo che a questo punto sarebbe saggio obbligare chiunque usi un ciclo di usare le tute con airbag incorporati, come quelle che usano gli sportivi in pista. Molti motociclisti le usano già.

Allora obblighiamo anche i ciclisti?
Non hanno caschi, non hanno airbag, eppure pedalano sulle stesse strade nelle quali automobili, furgoni e camion gli sfrecciano a fianco.

Obblighiamo anche i pedoni?
Ad usare casco e airbag quando attraversano le strade?

Perché sulle strade in media in Italia muoiono più di 600 PEDONI l’anno investiti, uno ogni 14 ore.

Un paio di giorni fa sotto casa mia un’auto ha investito una persona uccidendola, anche se era sulle strisce pedonali. Probabilmente perché la visibilità era ridotta da un furgone parcheggiato prima delle strisce. E forse la persona che ha attraversato non è stata prudente.

VIETIAMO l’ATTRAVERSAMENTO STRADALE?
O iniziamo a mettere cartelli che avvisino dei rischi e facciamo una seria campagna di informazione a riguardo?

Obbligare non è la soluzione.
Si vive a proprio “rischio e pericolo”.

Informare è la soluzione e pensare altrimenti è la soluzione.

In Australia ci sono spiagge che possono diventare mortali, a causa delle onde, a causa di pesci velenosi ed eventualmente di pescecani. La balneazione non è vietata, puoi fare il bagno a tuo rischio e pericolo. Ti avvisano del pericolo e poi valuti come, dove, quando agire.

RIBADISCO, in sintesi come scrivo spesso:
informare crea capacità operativa;
5obbligare crea disobbedienza, spesso incapace di valutare i rischi.