Valerio Malvezzi spiega e mostra in modo magistrale come le Banche rubano ai poveri per dare ai ricchi.

Consiglio di ascoltare il il prof. Valerio Malvezzi. In questo video è riuscito a fare una sintesi con dati e schemi per raccontare com’è REALMENTE lo scenario economico che mai fin’ora avevo visto fare così bene.

Faccio una sintesi per me ovvia o quanto meno molto probabile perché mastico queste cose da anni, meno ovvia per chi ne è a digiuno. Le donne italiane fanno meno figli perché le Banche private hanno voluto depredare (e quindi distruggere) il risparmio delle famiglie italiane, che era più alto al mondo negli anni 80 con ben il 25% di risparmio a fine mese tolte tutte le spese e vizzi (impensabile oggi vero?). E la Trilaterale di cui Monti è stato uno dei vertici, espressione del potere Bancario internazionale come ha deciso di risolvere il fatto che depredando il risparmio delle famiglie italiane le donne avrebbero fatto meno figli? Facendo entrare in Italia immigrati dall’Africa, usando idee colonialiste del 1600 e 1700 già messe in pratica in altre parti del mondo. Il tutto facendoci crede che gli incapaci siamo noi ITALIANI, che non siamo capaci a fare impresa, e che non siamo capaci a governarci da soli.
Hanno fatto il più grande furto di tutti i tempi distraendo l’opinione pubblica o tenendola all’oscuro o raggirandola, ci hanno rubato la banca d’Italia e la proprietà dei nostri soldi che una volta erano nostri, dello Stato, ed ora sono di proprietà di banche private. La reazione dell’italiano medio a questo punto è “cosa posso fare io”? Puoi scegliere almeno di votare chi vuole riprendersi la proprietà dei propri soldi e della Banca Nazionale (cioè della Banca d’Italia). Prova ad ascoltare il prof. Malvezzi e a non dare ragione ai dati. Ci riesci? … Luca ma il sogno degli Stati Uniti di Europa? Non sulla pelle delle piccole aziende italiane che sono il 95% delle imprese italiane.

Author: La Pillola Rossa

Share This Post On

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *