Insensatezza dei diritti d’autore che è imposto solo da una categoria di furbi.

A volte sfugge l’insensatezza dei diritti d’autore ed il fatto che in continuazione siamo di fronte a 2 pesi 2 misure per cose concettualmente uguali, ovvero l’ingegno, o in altre parole la creatività.

Mi spiego, se il diritto d’autore fosse applicato a qualsiasi cosa, a parte che la cultura si bloccherebbe dentro una camicia di forza dove il pazzo è il diritto d’autore, dicevo se fosse applicato a qualsiasi ingegno, allora anche:

  • quando creo, invento una figura di ballo, chiunque la riproduca in pubblico dovrebbe pagarmi i diritti d’autore;
  • quando invento una parola o una frase mai detta e qualcuno la riproduce in pubblico dovrebbe pagarmi i diritti d’autore;
  • se mi invento un taglio di capelli nuovo e qualcuno lo riproduce in pubblico dovrebbe pagarmi i diritti d’autore;
  • se mi invento un primo nuovo, chi lo riproduce in pubblico dovrebbe pagarmi i diritti d’autore.

Potrei andare avanti per giorni.

Pochi furbi si arrogano il diritto di imporre una tassa alla collettività chiamandola diritto d’autore, diritto d’ingegno, copyright, trademark, e cose simili. Tutti elementi basati sulla logica egoistica capitalista dello sfruttamento  di una parte di ingegno, basata però sulla cultura ricevuta. E questo è a mio avviso il punto centrale. Ovvero che non può esistere ingegno senza avere una enorme cultura ed erudizione ricevuta dalla società, che possiamo chiamare come contrapposizione di diritto “debito formativo”. 

Il Debito Formativo d’autore o d’ingegno.

Il concetto di debito formativo è intesto appunto come contrapposizione di diritto dove la cultura ricevuta dalla collettività, sintesi di migliaia di anni di migliorie di miliardi di persone, ha reso possibile al singolo individuo la possibilità di usare queste basi culturali per creare connessioni nuove e creare qualcosa di nuovo.

La sproporzione tra il passato ed il nuovo risulta evidente, tanto più che malattie come l’ospedalismo dimostrano come al fattore sociale, l’uomo deve la propria salute fisica e mentale.

Ospedalismo: Il complesso di turbe psicologiche che si manifestano in un bambino che debba essere costretto in età precoce a lunghi periodi di ospedalizzazione. Esse interessano soprattutto la vita affettiva e i processi di socializzazione, ma possono produrre anche deficit sul piano dello sviluppo cognitivo, e sono dovute soprattutto alla carenza di una figura materna. Il termine è stato introdotto dallo psicologo americano R. Spitz. (fonte sapere.it)

Contrapposizione di diritti.

Lo Stato deve contrapporre il maggiore diritto di Debito Formativo, a chiunque richieda un diritto d’autore e d’ingegno. Il diritto d’autore ha creato furbetti che hanno campato sulla collettività per anni come nababbi. Questo crea una enorme disparità all’interno del diritto del lavoro e del trattamento dei lavoratori in settori ed ambiti diversi. La spinta al diritto d’autore e dei brevetti comporta delle storture culturali enormi. Esempi sono presenti nelle più diverse discipline del sapere umano. Dalla medicina, un esempio è la storia di Barry Sears autore della alimentazione a Zona. Barry Sears racconta che per anni ha cercato di modificare una molecola naturale per farla vendere dall’industria farmaceutica. Dopo vari tentativi e risultati deludenti, quando ha deciso di usare la molecola naturale ha perso tutte le sovvenzioni di ricerca da parte dell’industria farmaceutica.

Le richieste di allungamento del diritto d’autore, ottenute, da parte della Walt Disney per poter sfruttare ancora l’immagine di Topolino, sono l’emblema del pensiero capitalistico dello sfruttamento della cultura da parte di pochi nei confronti di molti. Questo modello è errato e va rifondato e ripensato.

Creare diritti diversificati crea caste di profitto.

I musicisti dovrebbero guadagnare dall’esecuzione della propria musica dal vivo, come un fisioterapista viene pagato per il servizio fatto. Come il panettiere viene pagato per il pane che ha prodotto. Se rifaccio del pane a casa risulta ovvio che non devo pagare i diritti d’autore a qualche panettiere.
Lo stesso vale per gli autori di programmi televisivi, o per elementi di meccanica, o elettronica, di informatica, di chimica e biologia ed ogni altro sapere e disciplina umana.
Creare diritti diversificati crea caste di profitto. Mentre la diversificazione e specializzazione nelle varie discipline umane è proprio quello che crea la ricchezza di una società.

Come supportare la creatività e l’ingegno.

Bisogna ripensare al modello di supporto e sviluppo, intendo in termini economici della creatività e dell’ingegno. La cultura ha avuto l’accelerazione negli ultimi secoli grazie alla diffusione, e non alla protezione del sapere.

Paradossalmente quello che non ha avuto una reale evoluzione è la democrazia che non ha fatto tutti i passi necessari per arrivare a compimento. Mi spiego meglio, noi votiamo attraverso il suffragio universale per la ridistribuzione del potere politico e legislativo. Ma non votiamo per redistribuire il potere economico finanziario.

Anche in questo caso a causa di diritti diversi su elementi concettuali identici, siamo di fronte alla creazione di caste di potere, le oligarchie finanziarie.

Il potere finanziario all’interno di uno stato è il potere più potente di tutti, non esercitare il volere democratico di poter redistribuire la ricchezza ci mette in condizione di avere le mani legate sulle decisioni economiche finanziare come Stato.

Uno Stato proprietario della propria valuta corrente, privo di signoraggio, può decidere in autonomia di finanziare tutti i progetti d’ingegno.

Uno stato libero padroni, l’oligarchia finanziaria, che ci tiene come schiavi alla fame, può far rifiorire concetti come il diritto paritetico, e creare la possibilità di sostenere ogni iniziativa di ricerca su ogni tipologia di disciplina umana.

Nell’era in cui la valuta corrente viene creata dal nulla per esercitare un potere, ed i derivati sono una massa di valore decine e centinaia di volte superiore alla valore creato dal beni e servizi reali, continuare a sostenere questo modello culturale che genera caste, vantaggi per pochi a discapito di tutto il resto della collettività, di fatto è un suicidio culturale.

Il mercato libero equivale all’anarchia. Mentre ci è chiaro che l’anarchia lascia impunite le prevaricazioni, per qualche assurdo motivo la società si è fatta convincere che il mercato libero ovvero anarchico non è prevaricativo.

Abbandonare queste idee, e riprendersi il diritto di emettere valuta corrente come stato attraverso il potere legislativo, e di liberarci dalle insulse pretese delle caste e oligarchie di potere, libererebbe tutto il potenziale creativo e d’ingegno della collettività.

Questo di fatto creerebbe un nuovo risorgimento, e le nostre migliori menti non scapperebbero all’estero, perché sarebbe la collettività a supportare la prosperità (il reddito) di queste persone.

Author: La Pillola Rossa

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