Il motto di Google ERA Don’t be evil. La profezia che si auto avvera.

Il motto di Google era Don’t be evil (“Non essere malvagio”)
Eppure Google colpito e punito dai vari Stati attraverso richieste di tasse non pagate e multe sembra essersi piegato alle richieste di CENSURA dei singoli STATI. La nuova Censura si chiama BUFALE e FAKE NEWS.
Il servizio di segnalazione di Bufale era nato da utenti esperti che segnalavano ai nuovi netizen (nuovi utenti della rete) come evitare di cadere nelle varie richieste più o meno burlone o fraudolente.

Da quando sono in rete, dal 1995 come provider prima come professionsta poi, ho visto ogni anno lobbies politiche cercare di arginare la libertà della rete, cercare di censurare siti e mettere bavagli a liberi pensatori. Non c’è anno nel quale non hanno provato a far passare qualche legge bavaglio. Le battaglie in rete sono state tante e la rete ha sempre cercato di resistere.

Come ogni guerra non sono importanti le battaglie quando l’esito della guerra. La rete non è organizzata come i governi e le lobbies. Pertanto per loro non è un problema né continuare a martellare a destra e a manca per cercare segni di indebolimento degli anticorpi della rete nei confronti della censura, né continuare a sovvenzionare tali attacchi.

Dopo 22 anni noto che oggi nelle mani delle lobbies di potere e del Mainstream le PAROLE BUFALE e FAKE NEWS sono i nuovi GRIMALDELLI i nuovi BASTONI con il quale cercare di piegare le teste della libera opinione.

Cosa potete fare voi semplici utenti? Poco e molto allo stesso tempo. Il molto che potete fare è dare AUDIENCE, cioè ascolto ai liberi pensatori e toglierlo al MAINSTREAM.

Da anni vi esorto a spegnere le televisioni e a informarvi attraverso pensatori liberi che non sono DIPENDENTI tenuti per le palle dal Mainstream.

La scelta è sempre la stessa, scegli la pillola blu e sarà tutto come prima, ma se scegli la pillola rossa vedrai quanto è profonda la tana del bianconiglio. Mai metaforà fu spiegata meglio (Cit. Matrix), ed il rosso della pillola non è espressione di un colore politico. E con questo non sto dicendo di seguire me, cercate in rete, fuori dal mainstream dei siti dei maggiori giornali, fatevi una vostra opinione, se non sapete da dove partire allora iniziate con il dare Audience a Claudio Messora​ ad esempio. Là vi troverete le interviste di altre voci libere.

 
A causa dell’intervento della politica sul web, la quale cerca di limitare la libertà di espressione in rete, ci toccherà diffidare pure dei siti che segnalano BUFALE che si allineeranno al volere politico che deciderà chi e cosa dice Bufale.

Quello che era prima un servizio di utenti esperti che aiutavano i netizen (i nuovi utenti) sta per diventare un servizio in mano al potere politico. Sui siti di Bufale vengono sempre più spesso definite come BUFALE (nuovo termine per definire FALSITA’) le opinioni delle persone e non i FATTI.

Forse nasceranno siti in rete i quali spiegheranno come comprendere la differenza tra opinioni (ed il diritto di opinione) ed i fatti.

Propongo ai professori di italiano di usare i temi in classe per esercitare gli alunni sull’esprimere delle opinioni e dei fatti. I voti dovrebbero essere dati sulla base della comprensione e della distinzione dei due. Facendo così, entro un paio di generazioni, i politici ed i giornalisti compiacenti saranno eliminati definitivamente dall’opinione pubblica.

Author: l-p

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