A 30 anni non si è più ragazzi, in UK, nemmeno a 18 anni.

a 30 anni non si è più ragazzi, Aldo MencaragliaA 30 anni non si è più ragazzi. E nelle News UK, nemmeno a 18 anni.

quanto racconta Aldo Mencaraglia di Italians in Fuga, nelle notizie dei giornali o telegiornali, uno o una dopo i 18 anni viene chiamato “man” o “woman”.

Nel suo articolo affronta un tema scottante, e contro corrente per la mentalità italiana, cioè il fatto che a 30 anni lavorativamente parlando non sì è più ragazzi. Di certo dai racconti di Aldo nei paesi anglosassoni e nordici, a 30 anni non ci si può più presentare come un ragazzo di 30 anni, perché questo non è nella loro cultura, pertanto la pessima figura (da bamboccione aggiungo io) è garantita.

Non mi ricordo chi su FB, e su quale discussione, ma non importa, tanto è un pensiero davvero diffuso in Italia, mi diceva che uno di 18 o 20 anni è ancora un ragazzo. Ergo, pensa e agisce come un ragazzo. Ed io ogni volta penso “lo è solo nella tua testa” e rispondo, lo è a causa del vostro modo di trattarlo.

l-p Luca PilolliIo sono ancora più estremista, chi mi conosce da lungo tempo, sa che io già alle scuole superiori affermavo che per madre natura noi siamo uomini e donne dal momento in cui possiamo procreare. Però quasi praticamente nessuno educa a questo, e vuole prendersi la responsabilità di questo. Tutto il resto a mio avviso è solamente interpretazione personale.

Le parole che noi diciamo creano la realtà interpretativa che proiettiamo fuori di noi. Iniziare a cambiare parole è uno dei modi migliori per cambiare la società.

Finisco citando le parole di Aldo di Italians in Fuga:

Non dare le giuste opportunità di contribuire alla generazione sotto i 30 anni è secondo me uno dei principali motivi del declino dell’Italia.

Secondo me un (piccolo) passo in avanti verrà fatto quando non si considereranno gli ‘under 30’ come ‘ragazzi’ bensì come uomini e donne, fornendo loro le giuste opportunità e dando loro le relative responsabilità.

Author: La Pillola Rossa

Share This Post On

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *